Polo integrato

Il polo integrato di Ginestreto (Sogliano al Rubicone - FC) è dotato di impianti di trattamento, recupero e valorizzazione del rifiuto e di impianti per lo smaltimento definitivo degli scarti di processo non più recuperabili. Rappresenta, quindi, un esempio di come si possa coniugare la gestione di un’attività a potenziale impatto ambientale con il rispetto e la valorizzazione del territorio. Ecco alcuni dati rappresentativi dell’attività svolta:

  • 300.000 t/anno di rifiuti gestiti complessivamente negli impianti gestiti, dai quali si recuperano materie ed energia da ricollocare sul mercato.
  • 35.000.000 kWh/anno di energia elettrica prodotta dal recupero di biogas generato dalla degradazione della frazione organica dei rifiuti e dal calore di processo, oltre che dall’ impianto fotovoltaico.
  • 7.000 kW di potenza complessiva installata.
  • 11 certificazioni ambientali, di qualità dei processi, di salute e sicurezza dei lavoratori, di qualificazione esecuzione lavori pubblici, oltre al codice etico interno basato sul modello di organizzazione e gestione ai sensi del D.lgs. 231/01.

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Accettazione e smistamento rifiuti da e verso gli impianti

Al polo integrato di Ginestreto arrivano rifiuti di provenienza domestica ed industriale non pericolosi provenienti da regioni diverse del territorio nazionale. L’area di accettazione e pesatura gestisce tutto ciò che entra ed esce dal polo di Ginestreto, sia che si tratti di rifiuto che di materia prima. Il primo controllo è di tipo amministrativo, viene controllata la provenienza, la conformità autorizzativa, l’esistenza di un contratto commerciale di riferimento e le caratteristiche, anche analitiche, che accompagnano ciascun carico. Attraverso le informazioni contenute sui formulari o documenti di trasporto, avviene la registrazione dei dati sul programma gestionale elettronico che verifica il rispetto dei requisiti necessari per l’ammissibilità. Ogni rifiuto viene destinato all’impianto di trattamento, recupero o smaltimento specifico, mentre nel caso di rifiuti o prodotti in uscita, questi vengono avviati agli impianti finali autorizzati e precedentemente individuati. Ogni anno presso il polo vengono gestite circa 300mila tonnellate di rifiuti. Per quanto riguarda il trasporto degli stessi da e verso gli impianti, una parte consistente è gestita dalla controllata Sogliano Ambiente Trasporti.


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Stabilizzazione e recupero frazione organica

L’impianto di trattamento della frazione organica del rifiuto da raccolta differenziata attraverso la stabilizzazione aerobica e anerobica a secco produce ammendante compostato misto (compost di qualità) successivamente utilizzato come fertilizzante in agricoltura e in attività di florovivaismo. La capacità di trattamento è di 50.000 tonnellate di rifiuto con una produzione di circa 5.000 ton di ammendante. Inoltre, la copertura dell’impianto è stata integrata con un sistema di oltre 6.500 pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da quella solare che producono circa 700mila kWh di energia all’anno, in minima parte utilizzati per alimentare il processo dell’impianto, mentre la maggior parte rimanente viene venduta al gestore nazionale che la immette nella rete per usi civili ed industriali.

Un altro prodotto della degradazione/stabilizzazione dell’organico è il biogas, con cui vengono alimentati due motori che producono 8,5 milioni kWh/anno di energia, oltre al calore necessario per l’auto-sostentamento del processo, ceduti al gestore nazionale che la immette nella rete per usi civili ed industriali.


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Impianto cernita e recupero frazione secca

L’impianto di cernita e valorizzazione della frazione secca del rifiuto non pericoloso di Ginestreto tratta 40mila tonnellate di rifiuti all’anno attraverso una cernita meccanica e manuale e separazione delle diverse componenti quali carta, cartone, legno, plastica, metallo, vetro.

L’attività dell’impianto, quindi, è finalizzata al recupero delle frazioni di rifiuto merceologicamente uniformi, riciclabili e riutilizzabili ottenute selezionando rifiuto in ingresso, costantemente controllato in accettazione dagli operatori, per confermarne la conformità con le caratteristiche merceologiche dichiarate dal produttore in fase di omologa. Tale attività conduce alla continuativa produzione di un flusso di rifiuto indifferenziato (EER 191212), non più recuperabile, destinato allo smaltimento nell’adiacente discarica del polo.


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Smaltimento definitivo in discarica per RNP

I rifiuti prodotti dal trattamento e gli scarti di processo non recuperabili né riutilizzabili vengono smaltiti definitivamente nella discarica in gestione operativa, realizzata con le migliori tecnologie e dotata dei presidi necessari per sorvegliare costantemente i processi. Il polo di Ginestreto attualmente comprende due discariche in post-gestione e una in esercizio che ritira circa 160.000 tonnellate/anno di rifiuti speciali non pericolosi. Una volta scaricato, movimentato per strati uniformi e compattato con apposite macchine operatrici, in modo da conferire all’intero ammasso un profilo conforme alla configurazione di progetto.

La degradazione della parte biodegradabile del rifiuto genera biogas che viene captato e allontanato dall’ammasso e avviato a recupero per la produzione di energia elettrica o bruciato in torce ad alta temperatura, nel caso non abbia le caratteristiche necessarie e sufficienti per la combustione. Inoltre, la degradazione produce percolato che viene trattato presso l’impianto connesso, interno al polo, da cui si ottiene un sottoprodotto, il solfato d’ammonio venduto per l’utilizzo in agricoltura.


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Trattamento del percolato delle discariche

Dal mese di ottobre 2013 è attivo l’impianto di trattamento dei percolati di discarica che restituisce il 15% di concentrato, il 10% di solfato di ammonio e il 75% di scarico industriale depurato, le cui caratteristiche fisico-chimiche ne consentono l’immissione in acque superficiali. Il concentrato invece viene re-immesso nella discarica con lo scopo di agevolare e accelerare i processi degradativi del rifiuto e la produzione di biogas; invece, il solfato di ammonio, viene ceduto e destinato all’industria del legno e alla concimazione in agricoltura.

I fumi di scarico, controllati da sistemi in continuo, sono trattati con post-combustori per abbatterne le componenti impure residue.

Il processo consiste nell’evaporazione, concentrazione sottovuote, strippaggio con ammoniaca e trattamento finale MBR, con capacità annuale pari a 30mila tonnellate all’anno, corrispondenti a circa 90 m³ di refluo al giorno.


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Produzione di energia dal recupero biogas

Il biogas prodotto dalla degradazione dei rifiuti in discarica e all’impianto di stabilizzazione dell’organico viene captato e trattato per la produzione di energia elettrica. A Ginestreto, ogni ora circa 2.500 Nm3 di biogas, corrispondenti alla parte con tenore di metano pari o superiore al 35%, producono circa 2.200 kWh di energia ceduta interamente alla rete nazionale e successivamente utilizzata, in mimma parte per alimentare gli impianti. La parte di biogas, pari a circa 1.500 Nm3 di biogas, prodotti dalla discarica in post-gestione da più di 15 anni che non ha più le caratteristiche per il recupero, viene bruciata in torcia ad alta temperatura.

L’impianto di cogenerazione del biogas di discarica produce complessivamente 27.500 kWh totali all’anno che sono immessi in rete e, in minima parte, anche utilizzati per il funzionamento dell’impianto di depurazione.


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Produzione di energia da recupero calore fumi di combustione

Il recupero di calore dei fumi di combustione dell’impianto di cogenerazione connesso alle discariche avviene attraverso scambiatori che ricaricano il calore termico necessario per il processo di evaporazione e concentrazione dell’impianto di trattamento dei percolati. La potenza termica pari a 0,75 MW permette una produzione di 1.500.000 kWh.

 


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Impianto di trattamento e recupero dei RAEE

L’impianto di trattamento di rifiuti elettronici RAEE, si occupa in particolare di PC (senza monitor) e schede elettroniche (e altri dispositivi assimilabili come cellulari, notebook e tablet), ed è finalizzato alla separazione dei materiali (plastiche, metalli misti, fibre di vetro ecc.) per il successivo recupero presso altri impianti e al recupero di metalli pregiati presenti.

L’attività proposta nell’impianto di trattamento e recupero autorizzato è, in questa fase, unicamente di tipo manuale ed è in grado di trattare un quantitativo massimo di 5.500 tonnellate annue di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche non pericolose. Lo smontaggio dei RAEE comprende unicamente operazioni di disassemblaggio dei diversi elementi che compongono le apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, al fine di differenziare componenti e materiali diversi da destinare, separatamente, a specifiche operazioni di recupero.

I componenti, gli elementi ed i materiali prodotti con l’operazione di smontaggio sono prevalentemente i seguenti:

  • Pannelli laterali/frontali e telai in metalli ferrosi e non ferrosi;
  • Schede ed altri componenti elettronici;
  • Frazioni in plastica;
  • Batterie;
  • Impianti per lo stoccaggio temporaneo di rifiuti;
  • Frazioni in alluminio;
  • Cavi e sistemi di cablaggio;
  • Alimentatori;
  • Motori elettrici.

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